Scritti di Don Marco Cinquetti

DAGLI SCRITTI DI DON MARCO CINQUETTI

Il 15 gennaio 1981, don Marco  dedicava una “Bozza” di programma de “La Missione” a noi e a quante si accostavano a questa esperienza di vita.

 

Carissime,

“in tutte le vocazioni è Dio che chiama: Mosè, Geremia, Ezechiele, Maria Vergine… Poi c’è sempre l’obiezione da parte del chiamato, ma anche l’assicurazione di Dio che dice: «Io sono con te, io sarò con te!». Quindi l’accettazione del chiamato che segue Dio, sicuro che non sarà mai solo”.  

Ognuna di voi va precisando di giorno in giorno il suo ideale, in piena consonanza con tutte le altre de “La Missione”: Quale tipo di donna incarnerai?

– Donna di Spirito Santo: è il tuo Avvocato. L’hai presente? Senza di Lui, ci si imbroglia. Lo preghi? Chiedi di essere utile? Supplica di poter vivere per la Verità e per l’Amore più grande: che Lui ti renda capace di “servire” per la salvezza di tante.

– Donna “maturata” nella fede, nello sforzo continuato per diventare “signora” del tuo mondo interiore, per dialogare con il Padre e con tutte le creature e mettere a servizio del mondo la tua dedizione di intelligenza e di cuore.

 

– Donna “moderna”, culturalmente aperta: “capace di meditare tutte queste cose nel tuo cuore”, attenta ai segni dei tempi, pronta a cogliere i segnali dello Spirito, ricca di spirito di accoglienza, fiduciosa perché “chiamata”, comprensiva del travaglio del cuore umano, lieta di prestarti in ogni buon servizio e felice di dar ragione a tutti della speranza-mistero che ti porti dentro e di farlo con dolcezza e rispetto.

– Donna “eucaristica”: creata per essere dono all’umanità. Lieta di donarti, nel sacrificio, e riconoscente a Cristo di immolarti con Lui al Padre per la salvezza di tutti. Dopo aver mangiato del Corpo di Cristo, senti la forza misteriosa e grande di lasciarti “mangiare” dalla Missione per testimoniare la riconoscenza al Padre d’averci dato il Figlio, nostro fratello e Salvatore…

L’etica cristiana non si pone immediatamente su dei valori, ma trova invece il proprio principio architettonico nella “sequela di Cristo”, nella decisione cioè di accogliere la chiamata di Cristo, apparso ai suoi discepoli.

Il comandamento nuovo dell’amore non si pone dunque come un imperativo morale rivolto all’uomo, ma è dono che Dio fa all’uomo. Accogliendo questo dono, l’uomo entra in comunione con Dio ed è questa comunione ad esprimere in Lui una vita nuova coordinata alla Carità, alla donazione incondizionata e illimitata che diventa l’unica forma vera di testimonianza cattolica e credente. Il mistero della croce diviene così il nodo centrale della rivelazione della Verità di Dio, e l’uomo diventa storia di salvezza: come il buon Dio di Abramo ha scelto la strada della sofferenza per donare la libertà agli uomini, così il cristiano che accoglie il comandamento dell’amore deve esprimere nella storia questa donazione assoluta.

… La più brutta annotazione alla fine della tua giornata: “Oggi, niente!”.                                                       Don Marco  

 

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